venerdì, agosto 07, 2015

Keep it simple (del perchè sono una Strega Verde)





Da piccola, passavo molto tempo con le mie nonne. La mia nonna materna aveva il pollice verde: le sue piante sono sempre state rigogliose, profumate, incredibili. Mi insegnava a dar loro l'acqua, a parlare con loro. Diceva che crescevano meglio. 
Ma io lo sapevo già. Per me trifogli, acetoselle, margherite e rose erano amiche Mangiavo i petali della rosa, mi ricordo il loro sapore dolce ed erbaceo, che si scioglieva in bocca. Mi sembravano tutte piccole fatine, tra i petali dei fiori vedevo occhi, manine, ali luccicose.

Mi imbrattavo le mani con le more e le usavo per fare disegni sul marciapiede della casa di montagna, la casa che è diventata la mia casa, adesso, il mio nido, Casa Edera.


Mi sono sempre preoccupata di conoscere le piante che crescevano intorno a me. Anche durante la mia vita bolognese, quando portavo fuori Hero a fare la passeggiata quotidiana, facevo amicizia anche con le piantine di città: le Violette nella striscia di terra accanto al parcheggio, l'Iperico nel cantiere abbandonato, la Malva nel parchetto dietro casa. Sono sempre state amiche, presenze confortanti a cui tornare, dopo una giornata difficile, oppure per sentirsi a casa in una città sconosciuta. 

MI dissero un tempo che le piante di cui abbiamo bisogno ci crescono vicine. Mi piace osservare quello che cresce vicino alle case, e immaginare di che cosa hanno bisogno le persone che ci vivono dentro. Se c'è del Tiglio, in quella casa non dormono bene e hanno ansie e pensieri; se c'è il Cardo, gli abitanti di quella casa sono ben protetti; se c'è Iperico, chi vive lì ha bisogno di volgere la mente e i pensieri verso il Sole... 


Conosco il mio territorio in base alle piante che ci crescono: di fronte agli abeti, dove cresce l'Achillea; giù sotto, nel campo di Camomilla; vicino alla quercia, ai cespugli di Iperico.
Preferisco raccogliere le piante in natura: oltre al mio orto, che ho deciso io come piantare, come crescere e cosa metterci, amo raccogliere nel bosco, lungo le strade, negli incolti. Se passate dalle mie parti, è molto facile che possiate trovarmi con cestino e forbici a raccogliere qualche pianta da essiccare, trasformare, annusare.

Sono un'erborista, è vero. Ho studiato e ristudiato le formule, le composizioni, conosco le proprietà delle piante e nel mio lavoro, ogni giorno, consiglio ai clienti le loro terapie naturali. Ma ho sempre mantenuto viva la mia intuizione, il mio rapporto con le erbe, l'ascolto. In americano c'è un termine bellissimo per definire questo tipo di sensibilità: hedge witch, la strega della siepe. E' la donna che conosce le erbe della tradizione popolare, che sa perchè sperimenta, che prepara i rimedi per i suoi cari. La siepe intesa come limite, come confine: tra scienza e magia, tra conoscenza ed esperimento. La siepe sta in disparte, ma delimita. Come me, che unisco studio ed intuizione: che in negozio prescrivo integratori e tinture madri, e che poi passo i pomeriggi a raccogliere Achillea con cui fare unguenti, e Biancospino per le tisane invernali. Che raccolgo Iperico per l'oleolito, ma che ne appendo sempre un mazzetto accanto alla porta, per proteggere la mia casa.





Per entrare in contatto con le Erbe a più livelli, la parola magica è Semplicità. Infatti, le erbe officinali vengono chiamate anche Semplici. Mi sono sempre chiesta come mai, finchè non l'ho sperimentato in prima persona. I Semplici sono semplici. Si mostrano per ciò che sono. Diritti al punto, apportano le loro proprietà benefiche. E se le osservi bene, le erbe, ti dicono loro stesse per che cosa possono essere utili. La Piantaggine, con le sue foglie fresche e morbide, ripara la pelle ferita; Elicriso, dal fiore simile ad un bronco, acquieta la tosse; il Pomodoro aiuta il cuore...

Nel Mazzo The Wild Unknown (che finalmente è arrivato! Grazie Beth!) tutto questo è rappresentato dalla figlia di Spade, Daughter of Swords.
La semplicità. L'essere come si è, senza tanti fronzoli. Ed insieme a questo, l'intuizione. Per me questa carta rappresenta quel momento in cui avviene una rivelazione inaspettata, quando prendiamo coscienza delle cose come sono, nella loro natura, e quando questo accade proprio perchè stiamo guardando le cose con semplicità.

Intuizione e semplicità per me sono gli ingredienti alchemici che nutrono il mio lavoro.
A breve ci saranno grosse sorprese: stiamo lavorando al sito, e da Settembre amplierò la mia attività.

Di grandi novità ce ne sono comunque: vi presento Bambi, la cucciola appena arrivata. La nostra famiglia si è allargata! Oltre ad Hero ed Eva, abbiamo Bambi, e poi la Volpe che ci viene a fare visita ogni notte passando dal bosco, il Merlo, i Cinghiali che vengono a mangiare il pane e la frutta che lascio loro la sera, passando per un piccolo cancellino che ci porta direttamente nel bosco.


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martedì, luglio 21, 2015

Come as you are




Sei di Bastoni, dal mazzo The Wild Unknown di Kim Krans

*una nuova vita prende il volo
*vittoria, rinascita
*gli ostacoli sono ormai finiti, non ha senso voltarsi indietro
*dove andrai con il tuo nuovo set di ali?

NON VOGLIO essere una donna con i tacchi ed il tailleur
NON VOGLIO essere una mammina-pappina-sogni d'oro
NON VOGLIO fare la spesa solo al supermercato e diventare un Caronte moderno, con il carrello come il traghetto, prima vuoto e poi pieno e poi vuoto all'infinito
NON VOGLIO vestire alla moda
NON VOGLIO vestire come il senso comune suggerisce
NON VOGLIO la borsa an pendant con le scarpe
NON VOGLIO andare dalla parrucchiera una volta alla settimana per la messa in piega, ed una volta al mese per il colore
NON VOGLIO essere gentile con tutti: i maleducati ed i cafoni andassero a fanculo
NON VOGLIO spingere carrelli di metallo con annesse macchinine di plastica porta bimbo nei centri commerciali
NON VOGLIO essere una mogliettina anni Cinquanta
NON VOGLIO fare figli e parlare solo di figli
NON VOGLIO sottostare
NON VOGLIO essere conforme
NON VOGLIO è meglio se vieni a vivere in città che è più comodo
NON VOGLIO pettinarmi i capelli come una donnina a modo
NON VOGLIO smettere di parlare con gli alberi perchè so che le fate ascoltano
NON VOGLIO la presuntuosa saccenza di chi è  superficiale
NON VOGLIO siccome sono una donna non capisco niente di politica
NON VOGLIO le vetrine del centro, tutte uguali in ogni città
NON VOGLIO rinunciare
NON VOGLIO essere prigioniera politica del confronto
NON VOGLIO rifugiarmi nei canoni imposti
NON VOGLIO essere uguale perchè è più comodo
NON VOGLIO fanculo non voglio

NON VOGLIO avere paura della mia natura





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mercoledì, luglio 08, 2015

Intervista con le Dee



Il mazzo delle Dee, The Goddess Tarot, è da anni con me. Ma, curiosamente, prima d'ora non lo avevo mai utilizzato. Me lo ha regalato un'amica, tempo fa, durante una cena tra donne e streghe.
Mi piacciono i disegni gentili di questo mazzo, misteriosi ed evocativi.

Ho visto su vari blog inglesi che l'Intervista al Mazzo va per la maggiore, prima di iniziare a lavorare profondamente con le carte in questione.
Io le ho già potenziate, e ho fatto diverse letture con loro: è arrivato il momento di conoscerle di più.

Ho seguito la lettura di Beth ed ho intervistato il mio mazzo.



1. Parlami di te. Quali sono le tue caratteristiche più importanti?

La prima carta è l'Asso di Denari. Come ogni Asso racchiude in sè la potenza del seme a cui appartiene. La caratteristica più importante di questo mazzo è quindi legata alla Natura, alla Terra. I Denari, o Pentacoli, sono espressione di tutto ciò che è manifesto, fisico, e per me legato alla natura. Alberi, animali, piante. Il mazzo è connesso al mondo vegetale: in molte carte compaiono piante, fiori, germogli, boccioli. E l'Asso di Denari, con il suo meraviglioso albero, mi dice anche che il mazzo può essere un nuovo inizio, un modo per leggere le carte in maniera più semplice forse, più collegata alla terra.
La forza del mazzo sta nella sua connessione con la natura, e nella sua semplicità.

Forse indica anche un elemento legato al benessere personale, alla salute raggiunta con metodi naturali. Il mazzo può aiutarmi anche per la mia pratica fitoterapica, perchè riporta sempre scenari in sintonia con questo mondo.

2. Qual è la tua forza, come mazzo?

La Principessa di Coppe (che nel mazzo comune è rappresentata con il Cavaliere di Coppe) mi dice che la forza principale del mazzo risiede nell'aspetto intuitivo e onirico. La Principessa di Coppe rende manifesta l'intuizione e il sogno del Principe di Coppe (nel mazzo classico, il Fante). Il mazzo è collegato al mondo intuitivo e rende visibili i sogni e le intuizioni.
La Principessa di Coppe è anche la Femminilità nella sua accezione più pura: ed il mazzo sicuramente è un mazzo molto femminile, dedicato alle Dee ed al cammino delle donne.
La forza del mazzo risiede nella sua sensibilità, nell'essere vibrante attraverso un potere argenteo, lunare.

3. Qual è il tuo limite, come mazzo?

Il Due di Spade: la carta della concentrazione massima prima dell'azione, prima della scelta. Il limite del mazzo può essere il suo aspetto troppo meditativo, troppo interno. Da una parte il mazz rende manifesti i sogni e le intuizioni, dall'altra ha bisogno del consultante per portare le informazioni al di fuori, non rimanere solo nella ricerca personale e interna ma collegarsi anche all'esterno. E' un mazzo molto meditativo: e nella sua interpretazione ci pone davanti ad un bivio: l'intuizione interna e la capacità di renderla esterna.
Il limite del mazzo è correlato alla capacità del consultante di estrapolare il messaggio, e di portarlo fuori, al mondo, a chi ascolta.

4. Cosa puoi insegnarmi?

Ecco il primo Arcano Maggiore della stesa: La Forza, nell'archetipo della Dea Oya.
La dea del vento, della tempesta, del tornado. La Dea del cambiamento necessario. E' la Dea della Forza, del bilanciamento tra diverse energie. Il mazzo può riconnettermi alla mia potenza femminile: so di essere forte. So che posso. Il mazzo può trasmettermi il potere delle Donne, il potere del Femminile, la riconnessione con la Dea Potente. Wow! Ecco perchè mi piace così tanto :)

5. Come posso capirti e collaborare al meglio con te?

Il Quattro di Bastoni, la carta della gioia. Posso capirti meglio se mi diverto nella lettura: se festeggio, se prendo le letture come un momento di celebrazione di quel potere di cui parlavamo sopra. Posso collaborare bene con questo mazzo, se mi approccio alla lettura con cuore sereno e gioioso, e con stabilità e concentrazione. Non fa una piega, direi.

6. Qual è il nostro potenziale futuro insieme?

Kuan Yin, la Dea della Compassione. Nel mazzo riveste la Carta dell'Appeso: mi fa pensare che io ed il mazzo collaboreremo senza imposizione, ma lasciando che accada. Io potrò dare al mazzo nuove interpretazioni, nuovi punti di vista: e lui potrà darli a me.
L'Appeso sta a testa in giù, ma per lui è normale; siamo noi ad essere strani. Il mazzo può arricchire la mia visione laterale ed intuitiva.



Intanto...
l'orto quest'anno è splendido: zucchine enormi, pomodori in attesa di maturazione, rucolina che cresce felice. Per non parlare delle zucche: stanno crescendo a più non posso!
Sarà stata la mia aiuola rotonda ad apportare tutti questi benefici?







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lunedì, luglio 06, 2015

Il tuo cuore è rotto ma non spezzato






Per raccontarvi del Tre di Spade ho scelto il mazzo Tarot of The Magical Forest, illustrato da Leo Tang. Quando esce il Tre di Spade, in una lettura, sicuramente ci sono, o ci sono state, pene d'amore. La carta ce lo dice in maniera chiara: un cuore, trafitto da tre lance. Fuori, la tempesta, il cielo viola, la pioggia incessante. Sembra che il dolore interno e la Natura si fondano: vi è mai capitato di essere molto tristi, e di sperare che si metta a piovere da un momento all'altro, per essere libere di piangere con il cielo?

Ognuno di noi ha  le sue ferite, i suoi dolori emotivi. Piccole o grandi che siano, le ferite del cuore lasciano sempre dei segni. Eppure, a ben vedere, il cuore del Tre di Spade non sanguina.
E' un cuore lacerato, ferito, ma forte. Non c'è nemmeno una goccia di sangue: sembra quasi che dica: io posso sopportare tutto questo, so che passerà. Il mio cuore forse è rotto, ma non spezzato.

Abbiamo sempre la forza di rialzarci dopo le ferite inferte. Ci vorrà del tempo, ma saremo in grado di andare avanti. Il  nostro cuore non tornerà come prima, conserverà in sè la memoria del dolore, ma avrà saputo trasformarla, renderla un'altra cosa.
Il cuore del Tre di Spade è un cuore saggio, più grande di prima. E' il cuore che cresce grazie alla vita, che impara a lasciare andare. Che si permette di soffrire ma fino ad un certo punto, mantenendo sempre salda la sua forza, la sua centratura.

Per me il Tre di Spade non è la carta del disastro emotivo, ma della forza che abbiamo per riuscire a superare quel disastro.

Come l'Achillea, pianta sapiente e profumata, che viene utilizzata per curare le ferite, anche quelle del cuore.

L'Achillea, che riempie adesso i campi insieme al suo compagno Iperico. E' una pianta tenace, forte. Per raccoglierla devi utilizzare le forbici, perchè il suo fusto è ancorato alla terra, rigido, dritto. Eppure, a vederla sembra morbida, fragile, delicata. Le sue foglioline, divise in mille diramazioni, che valgono il suo nome scientifico millefolium, sono delicatissime. Ma molto, molto aromatiche. 
E' una pianta che non noti subito, eppure si fa sentire con il suo profumo caratteristico. Forza e fragilità: queste sono per me le sue maggiori caratteristiche

Viene utilizzata come cicatrizzante, per uso esterno. E sono sicura che Achillea cura anche le ferite del cuore, dell'anima. Ci ricorda che vale la pena essere vivi, e che possiamo essere forti anche senza perdere la nostra gentilezza.

Potete aggiungere qualche fogliolina di Achillea alle vostre insalate, oppure al vostro tè. 

Attenzione al riconoscimento della pianta: se non siete sicuri che sia Achillea, non raccoglietela ma chiedete sempre il parere di un esperto.






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giovedì, giugno 25, 2015

Una carta al giorno



Sto facendo questo esercizio. Tiro su, da uno dei miei mazzi d Tarocchi, una carta al giorno. E dentro la carta trovo suggerimenti, intuizioni, ispirazioni per la mia giornata. E, soprattutto, mi tuffo nella profondità del significato della carta stessa, ogni volta trovando nuovi particolari e nuove sensazioni.

Oggi ho tirato su il Tre di Coppe. Una delle mie carte preferite!

dal mazzo The Goddess Tarot, di Kris Walderer

Prima di tutto, è la carta dell'Amicizia. La carta delle feste, ma delle feste a cui ci piace andare. Non ricevimenti noiosi con persone noiose, ma serate con gli amici, quelli veri. Quelli con cui ti senti a casa.

Guardando meglio la carta, vedo che le tre donne hanno tre età diverse. le tre età della dea, della donna: una giovanissima, una nel pieno della vita, una anziana. I tre passaggi fondamentali del ciclo femminile: pre-mestruazioni, mestruazioni, menopausa. La giovane, la madre, la anziana. Diana, Demetra, Ecate. Le tre energie che ci muovono, durante il ciclo femminile.

Il progetto, la creazione e la realizzazione, e la fine del progetto stesso.

Le tre donne danzano in cerchio, e mi ricordano che queste fasi si alternano, passano, tornano, passano di nuovo. 

La carta mi trasmette un senso di ciclicità, di stabilità. Lo so, queste donne sono amiche da molto tempo. E lo resteranno.

Al di sopra delle tre donne, un bellissimo arcobaleno, un sole che splende. Si sentono bene, insieme. Sono in armonia.

La carta mi ricorda che per lavorare bene insieme agli altri c'è bisogno di passione, e di ascolto. Che ognuno di noi, sebbene diverso, può armonizzarsi con gli altri e diventare parte di un tutto migliore della somma delle parti.

Dietro di loro, un campo, io direi di Lavanda. Ed è proprio la pianta che io associo al Tre di Coppe. E' una pianta che ti fa sentire a casa. E che ti riporta all'infanzia: gli armadi delle nonne, con i loro sacchettini profumati di lavanda. E l'amicizia spesso è proprio questo. Essere a casa, ed intrecciare il passato con il presente.

Quando arrivo a casa delle mie amiche, so sempre dove appoggiare la mia borsa. So dove sono le tazze per prendere il tè, e che le prossime ore passeranno tra chiacchiere, sogni e speranze.
Mi sento in pace e rilassata: come la lavanda, che porta via la negatività e rilassa, un pomeriggio con un'amica può avere lo stesso effetto.

Armonia, nuove creazioni, amicizia, momenti rilassati: ecco per me il Tre di Coppe.

Mi aspetta un bel week-end, sembrerebbe!


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mercoledì, giugno 10, 2015

Il potere dell'Inizio



Non so quando io abbia iniziato a leggere le carte. Mi ricordo che da piccola, grazie al mio nonno che amava risolvere i Solitari, avevo sempre la carte da gioco in mano. Specialmente un mazzo, le Carte Toscane, mi divertiva molto. Mi inventavo storie fantastiche tra i personaggi delle carte. Signore eleganti, cavalieri senza macchia, Re dalla lunga barba bianca come Babbo Natale. La mia preferita era la Regina di Quadri.

Per gioco iniziai a leggere le carte, quelle li, le carte da gioco Mi ero inventata un codice che non ricordo più: i Cuori erano l'Amore, i Fiori l'Amicizia, i Denari il lavoro e le Picche i dispiaceri. Ho imparato a leggerle qui in montagna, nella casa dove abito adesso.

I miei amici mi chiamavano Morgana, perchè mi divertivo nel leggere le carte al tavolino dell'alimentari in paese. Vedevo, chissà, sogni e fate, desideri e consigli per i miei amici, a cui ero molto legata.



Piano piano mi sono avvicinata ai Tarocchi: e anche qui, chissà dove ho imparato. Ho letto tantissimo, ho studiato le carte, e poi mi sono lasciata ispirare dai loro disegni, da quello che hanno da dire al di là delle frasi classiche riportate sui libri. Il mio primo mazzo di Tarocchi me lo ha regalato una donna speciale, magica, e l'ho tenuto per tanto tempo avvolto in un panno arcobaleno, divertendomi a leggere e rileggere quelle carte alfabeto.

Poi sono arrivati i Tarocchi di Marsiglia, e i Rider-Waite: la mia amica SIlvia, molto saggia e molto brava nella lettura, che mi ha insegnato tanto.

Ho diversi mazzi; non li colleziono, ma mi piace cambiarli, a seconda del momento che vivo. O dei significati che sto studiando ed esplorando.
Il mio ultimo mazzo è dedicato alle Erbe: ed è davvero, per molti versi, il mio mazzo, quello che sento davvero rispondente al mio sentire.

Ad ogni carta è associata un'erba: e come non potrebbe essere altrimenti?
Ho sempre pensato alla corrispondenza tra Tarocchi e piante officinali: i primi curano la nostra interiorità, le seconde il nostro corpo. L'anima dialoga con l'energia delle Erbe, e i Tarocchi portano i loro messaggi potenziati da questa sinergia.

Inizio con il Mago, il Bagatto: che è associato all'Astragalo.

The Herbal Tarot's by Micheal Tierra e Candis Cantin

Come in molte altre versioni di questa carta, troviamo qui i quattro strumenti del Mago: coppe, bastoni, spade, pentacoli. In mano il Mago regge una sfera bianca: la vedo come un seme, gigante, dal quale nasce una piantina. Questa carta per me simboleggia la potenzialità: andiamo, è il momento di agire! Hai tutte le carte in regola, puoi buttarti nel mondo, nel tuo progetto, nella tua vita. Il Mago ha una connotazione giovanile: sono i primi passi, è la concretizzazione di tutto ciò che abbiamo assimilato, studiato, progettato.

E l'Astragalo? E' una pianta associata a Mercurio, quindi dal movimento veloce e leggero, ma intenso. Viene utilizzata come adattogena: fa reagire bene il nostro organismo in situazioni stressanti, facendogli sfruttare al meglio le sue risorse. Come il Mago, che fa con ciò che ha.Inoltre, la radice di Astragalo serve per migliorare l'assimiliazione: ed il Mago ci suggerisce di assimilare le nostre idee, il nostro potenziale, per farlo sbocciare all'azione ed alla creazione del nostro futuro. La pianta è un forte immunostimolante: protegge dalle malattie. Io qui ci trovo un saggio consiglio: se esprimi appieno il tuo potenziale, sei più forte, più ispirata, e anche la tua forma fisica sarà migliore!

Io ricomincio dal Mago. Ricomincio con le mie passioni ed i miei progetti, di cui uno a cui mi sto dedicando completamente. A breve avrete tutti i dettagli :)

E voi? State lavorando sui vostri talenti? Aspettano solo di sbocciare, come semi rigonfi di acqua dopo la pioggia estiva.

venerdì, maggio 15, 2015

Cose non a caso


Star of Behetlem nel mio giardino. Un fiore così piccolo e una potenza così grande


ranuncoli come fuochi d'artificio


Hero che prende il sole davanti alla legnaia


la mia aiuola tonda!


Sono presissima. Passo ogni minuto libero in compagnia del mio quaderno rosso, dove appunto frasi, idee, slogan e parole ispiranti. Ci ho messo due giorni per scrivere bene tre righe (giuro, tre righe in croce), ma che dovessero esprimere al meglio quello che faccio, quello che voglio fare.

Mi sono trovata a lavorare con donne creative e piene di energia, una delle quali conosco da tempo, e a cui voglio bene. Forza Kadjia, splendi di luce propria! Siamo in un team fighissimo, dedicato a lei, la regina del pop, la grandissima Louise Veronica Ciccone.

Tutto questo grazie a Gioia Gottini, ed al suo spumeggiante corso sul Personal Branding. Ho iniziato da meno di un settimana e sono già entusiasta: colma di divinità, come vorrebbe l'etimologia di questa parola.

Che cosa farò? Per ora non voglio anticipare troppo, ma sappiate che vi aiuterò a contattare la vostra anima Selvatica. Come la Jeanne di Chocolat, indovinerò qual è il vostro fiore, la vostra pianta. E molto di più!

Chi mi accompagna in questo nuovo percorso è lei, la super mamma leggera come una farfalla, dal lavandino sempre scintillante: la mia hacker preferita, la mia fatina della programmazione, la mia amica e sorella Silvia. Senza di lei non avrei manco un dominio, ma che dico...non saperi nemmeno che cosa sia, effettivamente, un dominio.  Lei si occupa dei miei effetti speciali on line, della costruzione di quello che sarà il mio sito, e di fornirmi idee e spunti indispensabili.Grazie!

Insieme a tutto questo, CasaEdera si sta allargando. E quindi abbiamo muratori, elettricisti, idraulici, muri spaccati, polvere ovunque, cani disorientati ma felici d avere un sacco di terreno nel quale correre e mangiare l'erbetta. Il nostro tavolo di legno resiste, come una zattera nel mare in tempesta, ancorato al muro. E sul tavolo ceniamo improvvisando (anche la cucina non c'è più, per ora), scriviamo, sognamo. Io con il mio quaderno rosso e pennarello nero, cancello più frasi di quelle che tengo. Ma alla fine trovo quelle giuste.

Nel mentre, sono riuscita a trapiantare le prime piantine nell'orto. Ho deciso, anche seguendo le sagge parole che mi sono state donate tempo fa, di non fare le aiuole tutte quadrate. Ne ho fatte una tonda e una a forma di luna crescente. E ho seminato fiori, fiori belli, colorati e inutili: tagete e cosmos, i fiori del Cielo.

Immersa in tutti questi cambiamenti, nonostante le arrabbiature e gli stress e il lavoro in negozio che a volte è molto pesante (anche se quando individuo il fiore di Bach giusto per quella persona mi sento al settimo cielo, specie quando tornano e mi dicono che si sono sentiti molto meglio) sto benissimo.
E l'Universo ci ha pure inviato una cucina economica a legna, usata dalla signora che viveva poco sotto casa nostra, la cugina di mia nonna. Una signora splendida, che ricordo sempre allegra. Negli ultimi anni la malattia l'aveva provata, e se n'è andata pochi giorni fa.
Me la ricordo, a rimestare grandi pentoloni di conserva sopra a quella cucina. Il primo profumo di pomodoro e basilico l'ho sentito da lei, da piccola, con mia nonna. Davo una mano a tagliare i pomodori, e mangiavo le foglioline di basilico, lo sentivo sciogliersi sulla lingua e pizzicare nella gola.
Grazie, Loretta. Avrò cura di quella cucina, sarà il focolare della mia casa.

Con la scala appoggiata al muro dove c'era la mia cucina, una nuova finestra su un giardino pieno di cardi, consolida e menta acquatica, ranuncoli e tarassaco, campanule e lampascioni, ringrazio la Dea perchè non appena mi sono ricordata di Lei, è arrivata.

Non se n'era mai andata, in fondo. Era qui, nel mio cuore.


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