lunedì, settembre 01, 2014

Ripartendo (un passo dopo l'altro)


Cerchiamo di ripartire. Da cosa? Mi chiedo nelle mie giornate, fortunatamente costellate dalle tante persone che mi vogliono bene, che mi amano, che non mi lasciano mai sola.
Da dove? E soprattutto, come posso fare? Come posso superare questo dolore, pensare che fino a poco tempo fa il mo ventre custodiva una vita, un seme potente, e adesso non più.

Sono molti i pensieri che mi fanno compagnia. Ho capito che non devo scacciare quelli più brutti, ma accoglierli e poi lasciarli andare. Alla loro seconda visita, sono meno spaventosi, diventano conosciuti, come vicini di casa brontoloni.

Attingo alla mia memoria vissuta, come se fosse un pozzo magico. E tra lacrime e gioie, trovo consigli preziosi come stelle. Mi sono ricordata di un momento particolare della mia vita.
Mia mamma era morta da poco. Io avevo appena vent'anni, e volevo entrare alla Scuola di Teatro di Bologna. A quelle selezioni eravamo in trecento, e i posti erano solo 15.
Io ho sempre pensato, fermamente, che sarei entrata. Che mi avrebbero preso. Che avrei studiato in quella Scuola.
Mai, nemmeno per un minuto, ho temuto di non farcela. Ho sempre, sempre pensato positivo. Ho sempre visto la cosa come se fosse già avvenuta.

E mi hanno presa. Sicuramente non sarà stato (solo) per il pensiero positivo, ma chissà.
E quindi, pensavo, così devo avvicinarmi al futuro.
Con piena fiducia. Che si, presto sarò di nuovo incinta E strinerò il mio piccino tra le bracia.
Fermamente sicura che questa cosa accadrà. Che il mio corpo è un nido, che già si sta preparando per accogliere una nuova vita.

Mai pensare il contrario. Avere fiducia nel futuro, pensare che le cose andranno bene, vanno bene, stanno già andando così.


Sentiero nel bosco 


Intanto, piccole cose e momenti leggeri accompagnano e sostengono le nostre lacrime. Una passeggiata al fiume, quel fiume che ho sempre visitato, sin da piccola, con il ponte di Castruccio da attraversare. Uno spazio magico, dove ho passato momenti bellissimi, sin da piccina. Alcuni davvero fatati, con la mia amica e sorella Ciù, sotto il ponte, guardando i riflessi dell'acqua nei nostri occhi, insieme alle chiacchiere e all'amicizia che ci lega da così tanti anni.



La Lima

Abbiamo camminato per trovare pace, per abbandonare i pensieri appesi ai rami dei castagni. E nei raggi del sole filtrati dalle foglie ancora verdi, o lungo i sentieri costellati di erica e cicoria violetta, ci siamo riusciti.
Come l'altra mattina, nel nostro posto, nel bosco dietro CasaEdera, alla casa dell'eremita. Una casa ormai abbandonata, ma che è stata abitata da un guaritore, da una persona speciale, che sentiva in anticipo i terremoti, e andava alla Messa fino a Momigno a piedi.
E' come se lui fosse ancor lì; le piante che aveva forse seminato lui si rinnovano ogni anno. E noi ci mettiamo in ascolto, tra la Bardana fiorita e la Camomilla, sdraiati tra l'Achillea e il Timo, e siamo ripagati da una sensazione di armonia, di tranquillità.

E' quel posto, forse. E' la magia delle piante, della natura, del tutto che ci pervade.


Bardana officinalis

Quando rimango da sola ascolto moltissimo i canti Bajan. Nina Hagen canta per me, con me. Jai Mata Kali Jai Mata Durge. Che fossi una figlia di Kali, mi è stato detto in sogno, tanto tempo fa. Forse la mia gioia, a volt, passa attraverso una distruzione.

Mi concentro sulle piccole cose. Una farfalla violetta, i fagioli appena sgranati, il profumo di menta mescolato a quello di incenso che proviene da casa. Ho ridipinto la nostra stanza da letto, color ciclamino. La sera ci addormentiamo come dentro ai petali di un fiore.

Il tempo passa, il tempo lenisce.



domenica, agosto 24, 2014

piano piano


Il dolore si presenta come una quarta di copertina. È lì, sommesso. In poche righe riassume tutto.
Quando apri un libro, la quarta di copertina ti dice che cosa succede lì dentro, tra le righe, i colori, i giorni delle pagine.

In poche parole il mio mondo, il nostro mondo fragile è crollato. Va male, non c'è più battito, stia calma. E mi rivedo, come in un film inceppato, sempre la stessa scena. Il dolore, lo sconcerto, le lacrime inarrestabili.

Come si può continuare ad andare avanti? Che cosa abbiamo imparato da questa esperienza? Perché in ogni disgrazia c'è una fortuna, come dice mia nonna.
Ci sono i piccoli momenti, come questo , i fagioli che borbottano nella pentola sul fuoco. Guardare gli occhi di Andrea e vedere tutto l'amore del mondo. Sapere che questo bambino tornerà, arriverà da noi e allora.

Allora mi godrò ogni singolo momento.
Allora vivrò nel presente. Abbandonerò le ansie e le angosce che in questi mesi mi hanno attraversata.

Roma mi ha coccolata. Passeggiare per Trastevere, con Andrea e la mia amica sorella preziosa. Frida Kalho è un grande esempio. Mi sono immersa nei suo quadri. L'ho guardata profondamente, nei suoi occhi dipinti, nel suo dolore. L'ho sentita vicina. E può ancora parlare di vita, con le sue gonne colorate ed i fiori in testa.

Sono duri insegnamenti questi. Pensavo di aver già avuto la mia dose di dolore, ma non è così.
Però, non posso ignorare quello che tutto questo mi sta insegnando. La pazienza, la calma, l'affidarsi a qualcosa di superiore. La speranza e la fiducia nel futuro.

Il regalo di sapere che si, possiamo avere figli. Dovremo aspettare sei mesi prima di riprovare, mesi nei quali posso davvero pensare ad aggiustare le cose che mi facevano stare in ansia prima. La casa ( forse CasaEdera si allargherà un pochino) , il lavoro, il benessere, la vita quotidiana.

Come se tu, figlio mio, mi avessi dato una seconda possibilità. Non lo dimenticherò, nei mesi della tua attesa.


Niente vale più della risata e del disprezzo.
E' necessario ridere ad abbandonarsi, essere crudeli e  leggeri.
La tragedia è la cosa più ridicola che "l'uomo" ha, ma sono sicura, che gli animali anche se "soffrono" non esibiscono la loro pena in teatri- aperti nè chiusi (i focolari) .
e il loro "dolore" è più vero di qualunque immagine ogni uomo posso "rappresentare" o sentire
come dolorosa. 

/Frida Kalho, Diario)

Grazie per tutti i commenti, le mail, le telefonate, gli abbracci. Le visite all'ospedale. I messaggini. Grazie a tutti voi, non ci avete mai lasciati soli. 
Vi vogliamo bene infinito. Davvero.

Grazie.


martedì, agosto 19, 2014

purtroppo è successo


questi sono stati mesi che mi hanno cambiato la vita. E vi scrivo qui, da un letto di ospedale. Per tre mesi il mio sogno si era realizzato. Sono rimasta incinta. Ho avuto modo di gioire, di essere spaventata, di avere tutti i sogni e le ansie delle neomamme.
e ieri, alla prima eco, ho scoperto che non c'era più battito.
oggi mi hanno fatto il raschiamento.

noi siamo distrutti. Ci tiriamo su con il fatto che almeno adesso sappiamo che non siamo sterili.
e che purtroppo alla prima gravidanza questa cosa è una cosa normale.
ma come poter ripartire, giorno dopo giorno, questo ancora non lo sappiamo.

il dolore e lo struggimento non si possono spiegare.

ma dopo tutto questo silenzio, ho bisogno di scrivere, di condividere, di ricominciare.
cominceremo dalle piccole cose.
vivremo, giorno dopo giorno.

tornerò a fare foto, a cucinare, a curare la mia vita. In attesa che il miracoli accada di nuovo.
 

lunedì, giugno 16, 2014

Aspettative



  365.46 the Elder's appearence
il mio album completo qui



E' passato un sacco di tempo dall'ultima volta che ho scritto qui. Tempo impiegato a fare mercati, produrre saponi e candele come mai negli ultimi periodi. Tempo dedicato alla mia amica sorella, che è venuta a vivere, per quattro mesi, vicina vicina a me, la mia Polly con la sua piccina, la mia nipotina adorata. Una felicità incommensurabile, averle così vicine: non mi sembra ancora vero.
Tempo passato a riflettere, ad osservare da vicino le visioni che mi passano per la mente, a scegliere vestiti e location per le mie foto. E sicuramente tempo passato davanti a Photoshop, ogni volta imparando qualcosa di nuovo. Come usare i pennelli, come dosare la forza della gomma, come disegnare le onde del mare. Come cambiare colore ai vestiti, come aggiungere o togliere pieghe e tessuto, come rendere visibile la mia immaginazione.

E tempo passato a studiare le mie muse ispiratrici: Brooke Shaden, Lissy Elle Laricchia, Lara Zankoul.

Aspetto da un mese che Amazon mi recapiti un libro fondamentale, credo, per il mio cammino artistico appena iniziato: Inspiration in Photography. Non vedo l'ora che mi arrivi!



Inoltre, mi è tornata tantissima voglia di autoprodurre. Ultimamente, anche grazie ai miei pensieri deprimenti e tristi sul discorso gravidanza mancata, avevo un pò abbandonato tutto il lato pratico delle attività casalinghe. Ho lasciato nella sua scatola di legno il mio uncinetto, la pasta madre la rinfresco pochissimo...Insomma, ho lasciato andare un pò di cose Ma adesso credo sia giunto il momento di riprendere le fila delle mia attività: l'orto quest'anno è florido come non mai, a parte il brutto tempo di ieri e di oggi che ho paura mi danneggi le zucchine, tutto è in ottima forma. Aspetto il sole ed il caldo estivo che c'era nei giorni scorsi, sperando che torni presto.



fragoline appena raccolte dall'orto, a piedi nudi, sulla terra calda di sole

In questo periodo mi ha anche accompagnata un mantra, di quelli magici. Me ho ha regalato lo PsicoMago, che sa sempre cosa dirmi, che cosa funziona per me. 
Non avere aspettative. Essere aperta al mondo, abbandonarsi, e non avere nessuna aspettativa.

Queste semplici parole, anche abbastanza banali, riescono a sciogliermi qualcosa dentro. Quando sento che mi assale l'ansia, che l'orologio biologico ticchetta e non ci sono ancora novità, io mi ripeto questi semplici concetti e sento qualcosa dentro che si calma, e che si apre, si scioglie.

Questo mi consente di vivere nel momento, nel presente. Di viverlo appieno. Certo, non sempre ci riesco. Spesso è difficile e mi faccio prendere dal solito vortice di pensieri, ma è sempre più breve il momento in cui sono intrappolata nei pensieri negativi.

Riesco ad uscirne molto più rapidamente di qualche mese fa.

L'altra sera, anche Julie era qui da noi, in una sua tappa toscana, e parlavamo di tante cose, tra qui ovviamente la maternità. Lei mi ha detto che una sua amica, che anche lei cerca più o meno d quanto cerco io, fa proprio come me: ha deciso di incanalare tutta la sua energia in qualcos'altro, aspettando che le cose accadano.

Non avrei mai detto che la mia strada fosse quella della fotografia, e chissà, forse non lo è nemmeno. Non ho nessuna aspettativa, per quanto concerne questa nuova via: so solo che quando faccio foto, e le rimodello, e le immagino, niente mi tocca o mi disturba. Sono immersa completamente nel ciclo creativo, e sto davvero, davvero bene.

365.40 The Right Path
visualizza l' album completo qui


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mercoledì, aprile 30, 2014

il paradosso di Schrödinger





Quanto è difficile capirci qualcosa. Forse come dice lo PsicoMago, non c’è molto da capire. Anzi, non c’è niente da capire, e questo me lo dice anche Andrea. Il fatto è che la vita è un miracolo, che la vita è un mistero. Che la vita, come la morte, non si controlla.

Non appena faccio una pausa dal lavoro, leggo. Leggo storie di donne, molte come me, che vogliono un figlio ma ancora non ci sono riuscite. C’è chi ha problemi oggettivi, chi invece ha tutto nella norma, ma che questo figlio non arriva. Noi fortunatamente non abbiamo nessun problema fisico, eppure ancora viviamo in questa attesa. Ognuno a suo modo.
Leggo anche molte storie di donne che invece i figli non li vogliono. Che hanno deciso, naturalmente, di non averne. Invidio molto queste donne. Loro non conoscono lo struggimento, il dolore, la rabbia e la frustrazione che si prova, mese dopo mese, nel vedere che la Natura fa quello che vuole, non asseconda i desideri ma agisce solo a momento giusto.

La ricerca di questo figlio mi mette davanti alla ineluttabilità e anche alla irrazionalità della vita. Non si può far crescere una piantina di pomodoro solo perché lo si desidera. Non basta stare accanto alla pianta, giorno dopo giorno, e volere con tutte le forze che quella cresca. E’ un processo naturale, e per questo, per sua stessa natura, imprevedibile ed irrazionale.

Sento l’esigenza fortissima di lasciarmi davvero andare. Al di là di questa ricerca, al di là di un possibile figlio. Voglio lasciarmi andare al flusso della vita, imparare a fluire. Non ne posso più, davvero, dei pensieri che ossessivamente tornano, e che mi parlano di assenza, vuoto, incapacità. Voglio godermi la vita, e questo momento. Il mio amore, la mia casa, i nostri cani. L’orto, il mio lavoro, nuovi progetti. Un’estate che finalmente è alle porte.
Capisco che abbracciare il proprio bambino, farlo crescere ed accudirlo sia una delle gioie più profonde della vita. Sono circondata da mamme e da bambini, e molti di questi sono meravigliosi. Ho tanti nipotini speciali, e mi sento piena di amore nei confronti di questi cuccioli, figli delle mie amiche, pezzettini di cuore, di anima. Però inizio anche a vedere quanto la mia vita sia comunque piena di amore. E che è bello poter dormire la notte, oppure perdersi a scrivere un post lunghissimo, o impiegare due ore per fare una foto e ritoccarla. Cucinare una cena speziata e profumata, e mangiarla tranquillamente sotto la pergola, con la luce della sera che ci accarezza. Fare l’amore con calma, la mattina. Amarsi e volersi bene, imparare a stare insieme nonostante il tempo, la quotidianità, i piccoli problemi. Poter cambiare programmi, un pomeriggio, e magari uscire per una passeggiata e per andare a trovare un’amica. Impegnarmi in un lavoro creativo, si, ma anche molto impegnativo. Dedicare tempo ai miei figli a quattro zampe, portarli fuori nel bosco, a passeggiare, parlare con loro e far loro le coccole. Ridipingere tutta la casa, inventare nuovi colori.

L’arrivo di un figlio credo che scardini completamente tutta la vita. E che nonostante tutto sia una felicità incontenibile, simile all’innamoramento dei primi giorni. Mi ritroverò anche io, a fissare mio figlio e le sue manine. Nel frattempo però, voglio davvero smettere di pensare. Di logorarmi, di struggermi di fronte alle pance altrui. Voglio immergermi nella vita di ogni giorno, assaporarne il gusto fiorito. Imparare a non temere più l’acqua, perché è quella che cullerà mio figlio, dentro la mia pancia.
Non avere più timore delle donne che sono già incinte, o che sono neo mamme: non sentirmi esclusa, da meno, incapace, ma accordarmi con la loro energia. Non sono ANCORA incinta, ma lo sarò a breve.

Allo stesso tempo, forse non lo sarò mai. Questo momento della mia vita è riassunto felicemente nel famoso paradosso di Schrödinger. Mi sento come se volessi avere un figlio, oppure no. Insieme, nello stesso momento. Sento un forte istinto materno , e allo stesso tempo un desiderio di mantenere la mia libertà, e la possibilità di creare altro che non sia un figlio.

Guardo con ammirazione alle donne-mamme, che parlano dei loro figli, che li allattano, che con dedizione completa contribuiscono alla loro crescita. Che mettono tutto da parte, anche loro stesse, per queste giovani vite. Ma guardo con curiosità anche alle donne-non-mamme, che sono madri di progetti artistici, di  idee, di libri, di loro stesse. Che viaggiano, che hanno una storia d’amore anche solida, che non dipende dal fatto di mettere al mondo dei figli.

Non so da che parte stare, o meglio, sono da tutte e due le parti. Come l’atomo, deceduto o meno. In un mondo sono mamma, nell’ altro no. Mi sento lì, in quel confuso limitare.
E so che la soluzione è semplicemente immergermi in quel flusso, che così tanto mi spaventa. Immergersi, alla vita, nei giorni, sott’acqua, dove sembra quasi di volare.

Quando fluisci, ti muovi continuamente all'interno del pericolo, perchè ti sposti in continuazione dal conosciuto nell'ignoto, da ciò che è familiare a ciò che è estraneo. Il sentiero tracciato viene perennemente lasciato alle spalle,  ci si addentra continuamente nell'inesplorato. Nulla è prevedibile, non si può mai sapere...e la mente è abile e astuta solo per ciò che concerne il passato, perchè lo conosce . E' estremamente colta con ciò che è familiare, è furba ed efficiente rispetto a ciò che conosce; con ciò che è sconosciuto, estraneo, è impotente: non sa nulla di nulla.
In quel caso ci si sente ignoranti; quella è la paura! Si deve apprendere momento per momento, ma è così che si impara. Più ti addentri in ciò che non ti è familiare, più apprendi: il sapere diminuirà, ma aumenterà la conoscenza, la capacità di comprendere è ciò che conta e ha valore : ti dona l'essere.

Non amo Osho, ma queste parole le trovo davvero appropriate.

Un’ultima cosa, rivolta alle neo-mamme: ragazze, non abbiate timore nel coinvolgere nella vostra esperienza di maternità le vostre amiche vicine, che desiderano figli e che ancora non ne hanno. A volte chi rimane incinta ha una sorta di imbarazzo, o di timore, nel condividere la gioia della maternità, ma anche le difficoltà e le esperienze con amiche che magari desiderano figli e che non ne hanno. Per paura di ferirle, per paura di essere coinvolte nel loro dolore, forse, in un momento delicato come quello della gravidanza. Io posso dirvi, da donna-ancora-senza-figli: per noi non c’è cosa più dolorosa che sentirsi escluse dal circolo delle mamme. A me fa piacere sentirmi coinvolta, e anche se non ne so niente di pannolini, pappine e allattamento, posso comunque ascoltare, apprendere, imparare, accordarmi con quell’energia.

Magari non per tutte è così, c’è chi soffre nel sentirsi coinvolta in questa cosa che ancora non accade. Anche io mi struggo, quando vedo donne incinte che non conosco, magari. Ma è anche vero che l’energia agisce per conformità, e che se si desidera una cosa dovremmo comportarci come se quella cosa fosse già accaduta.
Imparare a conoscere, studiare le altre mamme: lasciarsi trasportare, osservare la vita che scorre dentro di loro, e che cresce. Non percepire le donne-mamme come aliene o altro da noi; ma accoglierle, per accogliere la parte di noi che diventerà madre.


Ne approfitto anche per augurarvi un felice Beltane: vorrei passare quei giorni di festa nell’orto, con le mani nella terra piena, a trapiantare piantine di pomodoro e zucchine,  a seminare ravanelli e insalatine: speriamo che non piova! 


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giovedì, aprile 17, 2014

365 (più o meno)


Mi sono messa davvero d'impegno in questo progetto 365: ed insieme a questo, direi anche in conseguenza, Photoshop non è più così ostico. Ho imparato un pochino a gestire i livelli, a scontornare le foto usando i canali e le maschere, a regolare luminosità e contrasto, insomma: ancora sono agli inizi, ma non mi assale più il panico quando sento parlare di livelli di PS ;)



Devo ancora imparare tantissimo, ma dedicandomi alla rielaborazione fotografica ogni giorno, anche solo poche decine di minuti, imparo sempre di più.
Mi sono accorta che manipolare le foto per me è un pò come dipingere: non sono brava a disegnare, e finalmente ho trovato uno strumento che mi permette di rendere per immagini quello che sento, quello che immagino.

Ci vuole pazienza, tempo, e ci vogliono anche idee visionarie: le ultime le ho sempre avute, e non mi sembra vero poter finalmente renderle visibili agli altri.

Comunque, a circa un mese dall'inizio di questa avventura, posso dirmi soddisfatta: vediamo che cosa porteranno i prossimi tempi.



Sono successe altre belle cose in questo mese, e vorrei farne una lista, come di solito fa la cara Daniela:

- è nata la figlia di una delle mie amiche più care: una pezzettina adorabile, tutta rosa, già vispa e intelligente, cuore di zia. Benvenuta piccola Elettra, ti abbiamo sognata e attesa e ora sei qui!
- è tornata la mia Polly, con la piccola Zelda, la mia nipotina adorata, la mia bambina magica, che tanto ha da insegnarmi. E finalmente ho la mia amica vicina, qui, a due passi: anche se so che è sempre con me, anche quando è lontana.
- i ciliegi selvatici sono tutti in fiore, così come la Lunaria, l'Alliaria, il Tarassaco, i Ranuncoli...uscire fuori equivale ad immergersi in un'esplosione di colori, profumi,luci...che vorrei fotografare tutto, in ogni istante, e poi finisce che non lo faccio perchè è così bello che non ci entra, nella macchina fotografica
- ieri sera sono stati a cena da noi mia sorella ed il suo ragazzo, e ho cucinato una cremina di patate ed asparagi davvero buonissima: è bello questo rapporto ritrovato con mia sorella, che se non la vedo almeno una volta alla settimana mi dispiace: pensare che per anni siamo state così lontane! La nostra mamma sarebbe davvero felice di questo.
- qualche sera fa, abbiamo passato una serata davvero bella, incontrando per caso amici in giro per la nostra città, finendo ad una mostra interessante, imbattendoci in musica speciale, chiacchierando e lasciando che la serata si snodasse in libertà.



Questa ultima esperienza mi riporta anche a quello che mi ha consigliato l'ultima volta il mio Psic, che chiameremo PsicoMago grazie alle sue facoltà intuitive incredibili.

Devo imparare a lasciare andare il controllo, ed affidarmi alla parte irrazionale di me. Utilizzarla per affrontare le cose della vita, le problematiche, i rapporti. Imparare a non gestire troppo, a non decidere troppo, ma a lasciarmi fluire, a lasciarmi andare, a vedere la magia intorno a me.

Io ho la facoltà di consigliare agli altri questo, di vedere ciò che è irrazionale e magico nelle altre storie...ma mi è molto difficile approcciare la mia vita con questa visione.

Ed ho conseguentemente pensato che i miei anelli di Weiss, le miodesopsie che intralciano la mia visione, altro non siano che un messaggio del mio corpo, che mi suggerisce di guardare più in là, di vedere l'invisibile, di non voler sempre capire e spiegare, ma di essere liquida, morbida, rilassata.

Quando rilasci il controllo, mi sembra anche di percepire di meno queste fastidiose ragnatele e filamenti: e piano piano, a volte, neanche mi accorgo di averle.

Imparare ad essere terra, e non solo fuoco; ad essere acqua, e non solo aria.

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venerdì, marzo 21, 2014

Riscoperta


Dicono che quando hai voglia di scrivere dovresti farlo senza aspettare un attimo. Io sto pensando a questo post da vari giorni, e forse ho aspettato troppo.
Ma ci provo lo stesso.

Sono in una fase davvero costruttiva. Grazie al MagicoPsic, che con una sola seduta (per ora) ha già fatto luce in me, dandomi una lanterna per illuminare i miei passi (e, tornando alle carte, ecco che mi si fa chiara la Lamina dell'Eremita, che è alla ricerca di Sè, o delle sue parti mancanti), finalmente i miei pensieri hanno preso un'altra onda.

E' come se mi avessero sostituito una scheda operativa nel sistema: non penso più alla gravidanza come ho fatto nell'ultimo anno. Che cosa è successo? Non ne ho idea. Davvero! So che devo lavorare su alcune parti di me, e che ho voglia di fare foto. Di imparare (udite udite) ad utilizzare Photoshop.

Andrea me lo suggerisce da circa un anno, ma io ho sempre avuto una sorta di resistenza. Ho paura che sia troppo complesso. Ma, poichè voglio imparare ad affidarmi totalmente alle cose, ho deciso di tuffarmi anche nel mare di Photoshop. Vediamo che cosa ne verrà fuori.

Il desiderio di un figlio c'è ancora, certo, ma non occupa più tutta la mia mente. Anzi. Si è ridimensionato, e non provo più dolore quando incontro per strada una donna incinta. Mi dico che bella, chissà come sarò io quando mi accadrà, o cose simili.

Sto imparando ad andare al mio ritmo interno. Che significa andare veloce come vuole andare la tua parte più lenta. Capisco che non dobbiamo forzatamente costringerci ad uno schema prestabilito, per non rimanere indietro. Ogni cosa a suo tempo.




Intanto vado per boschi a raccogliere Violette e Stellaria, con le prime sto preparando un oleolito, con la seconda ho in mente qualche ricettina da provare. Esco ogni giorno con i cani, Eva è bravissima anche senza guinzaglio e la lascio correre nel boschetto vicino casa.

Oggi pomeriggio farò foto ad un'altra amica e Sorella, a lei ed alla sua bimba meraviglia. Ho scoperto una fotografa fantastica, mi sta dando ispirazione su ispirazione.
Ho aperto la mia pagina flickr, se volete dare un'occhiata a tutte le mie foto, o se volete seguirmi, ne sarò felice! Ho iniziato a seguire il progetto 365, un progetto stimolante che prevede che tu ti faccia una foto al giorno, e che pi la pubblichi e la condivida sui vari social, sul tuo blog, su flickr, etcetera.
La trovo una cosa molto stimolante: credo che imparerò moltissimo da questa esperienza. Qui il set del mio progetto 365.

Oggi è il primo giorno di Primavera. Sento che sarà una stagione meravigliosa.


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