lunedì, febbraio 08, 2016

Il Cipresso, l'Eremita, e la Primula d' Acqua





Galbuli di Cipresso appena raccolti

Sabato mattina sul Poggio era una bellissima giornata. Io ed Hero siamo usciti per una lunga passeggiata: abbiamo visto i primi crochi spuntare sotto la Quercia, esplorato la piccola capanna di legno che hanno costruito i bambini qui sotto (e dove lascerò mandala di fiori, in omaggio alle Fate), e ci siamo trovati davanti lo sfalcio di un altissimo cipresso. Rami enormi, ammassati da una parte, in attesa di essere lavorati o smaltiti. Ma ehi, su quei rami c'erano moltissimi galbuli, ricchi di olio essenziale, profumati e pronti da raccogliere!

Li ho già messi in un barattolo, dopo averli contusi e averli ricoperti di olio di Girasole: ne produrrò un Oleolito che ha il compito di aiutare in caso di flebiti, vene varicose, cellulite.

Il Cipresso è una pianta strettamente legata a Saturno, il pianeta che ti insegna il valore del tempo, l'importanza del tagliare con ciò che è vecchio, che spinge al rinnovamento. Saturno contrae, assesta, sfronda. Per questo il Cipresso ha proprietà vasocostrittori, astringenti, tonificanti a livello venoso.
In lui Saturno insegna a contenere, ad essere essenziali. Hai mai guardato da vicino le foglie del Cipresso? Sono piccole squame, anch'esse ridotte all'essenza, al minimo. Pianta collegata alla Terra, ma anche al Fuoco per la sua forma di verde fiammella.
Sono bellissimi, i Cipressi: lunghe fiamme verdi tese verso il cielo. Le loro radici seguono la forma della chioma, e scendono in profondità, a fittone, senza espandersi ma andando diritte al cuore della Terra.

Il Cipresso connette la Terra al Cielo, con una fiamma che va a curare gli spasmi, lenisce, sfiamma.


immagine via Pinterest

Io associo al Cipresso la carta dell'Eremita, il numero IX degli Arcani Maggiori. Innanzitutto, la fiammella della lanterna dell'Eremita è la fiamma stessa del Cipresso: una fiamma interna, che resta accesa grazie alla necessità della ricerca. Il desiderio di conoscenza, il proseguire passo dopo passo per diventare ciò che sei:  è lì che ti accompagna l'Eremita, in un viaggio che è solitario per definizione.


The Hooded Man (The Hermit) -  from the "Wildwood Tarot"

L'Eremita è concentrato in sè, nella sua ricerca interiore. Ha bisogno di una risposta, sa che per trovarla dovrà affrontare un viaggio: scendere nella profondità di se stesso, come fa il Cipresso con le sue radici. Nella Carta "The Wildwood Tarot" l'Eremita illumina un piccolo uccellino: lo vedo come il messaggio dell'Aria, la nuova ispirazione, la leggerezza dell'intuizione. C'è una porta, poco lontano: ma per entrare in contatto con la verità c'è bisogno di lasciare la tua zona di comfort, avventurarsi nella neve, camminare lentamente senza perdere di vista l'obbiettivo.


L'Eremita ti suggerisce di passare del tempo da sola, per riordinare i pensieri e per connetterti con la parte profonda di te stessa: è lì che risiede la risposta che cerchi.

A volte si ha bisogno di stare da soli, di non condividere, di riflettere: gli spazi solitari sono un balsamo per la libertà individuale. Io sono una persona molto socievole: ho tante amiche, amo parlare con loro, prendere il tè, leggere le Carte, dare buoni consigli, ascoltare. Eppure, ho anche necessità di isolarmi, a volte, di studiare, stare a casa, passeggiare nel bosco da sola, godermi appieno la solitudine, rinfrancata dal contatto con le piante e con gli animali.

Nei giorni passati ho conseguito il Secondo Livello del Corso di Formazione per diventare Consulente Certificato dal Bach Centre : sto approfondendo lo studio e la pratica dei Fiori di Bach.

Voglio provare ad associare un fiore al Cipresso ed al messaggio dell'Eremita: e scelgo Water Violet, un fiore a me molto caro, perchè sento di avere molto in comune con lui.


Hottonia palustris

Water Violet, la primula d'acqua, è una piantina abbastanza rara: predilige zone non inquinate, non ama la competizione e dunque ha deciso di crescere e prosperare nell'acqua, e non sulla terra. Come chi ama rifugiarsi nella propria casa, magari in compagnia dei suoi gatti (o cani!) e di libri per studiare, leggere e sognare, anche la primula d'acqua si ritira nel suo mondo acquatico: eppure, io vedo nella scelta dell'acqua anche la ricerca alla connessione con un'altra dimensione. Water Violet sceglie il contatto diretto con ciò che è sacro, magico, onirico, così come ci insegna il Cipresso, e così come sviluppa l'Eremita nella sua ricerca.

Le radici di Water Violet sono fragili, e la pianta assorbe acqua dalle foglie, dal fusto e da tutte le parti a contatto con l'acqua, che fungono da piccole spugne. E' dunque una pianta profondamente libera, individualista, non ancorata al passato. Qui io ci sento un legame anche con il segno dell'Acquario, il suo essere necessariamente libero, non legato in nessun modo. 
In estate, quando il livello dell'acqua si abbassa, Water Violet ancora le sue radici al terreno, e difende la sua posizione: ecco il comportamento positivo della piantina! Le radici si infilano saldamente nel fango, e la pianta fa crescere foglie intorno per non far avvicinare troppo alte piante che potrebbero competere. E' dunque una piantina che sa rapportarsi con la realtà, adattarsi alle nuove situazioni, ma riesce a mantenere un suo spazio di libertà individuale importante.

Edward Bach scriveva: ...la splendida Water Violet, che galleggia tanto libera sulla superficie dei nostri corsi d'acqua più puri, vi aiuterà...a restare assolutamente soli al mondo, a provare la gioia intensa della libertà totale.

Vuoi saperne di più sui legami che intercorrono tra Erbe e Tarocchi? Tieni d'occhio il mio corso Erbe&Carte, nei prossimi mesi sarà disponibile anche online!


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lunedì, gennaio 18, 2016

ErbeStelle - Ariete


Con questo post inauguro una piccola rubrica, dedicata ai segni zodiacali e alle piante ed esse collegate. Di pari passo con i miei corsi di ErbeIntuizione, voglio proporvi suggestioni e associazioni relative ad ogni segno.
Potete trovare tutti i segni, via via che li affronterò, cliccando sulla categoria "ErbeStelle".
Ricordo che le piante che ho scelto sono frutto di un'opinione personale, e che prima del loro utilizzo è sempre consigliato chiedere al vostro erborista di fiducia.

Iniziamo con l'Ariete, perchè è il primo segno dello Zodiaco, ma anche perchè la sua energia, strettamente collegata all'emergere, al nascere, al nuovo inizio, possa essere davvero di buon auspicio per questo 2016, che si preannuncia già ricco di novità.



Elemento: Fuoco
Pianeta: Marte
Stagione: Primavera
Direzione: Sud

L'Ariete è strettamente connesso con l'elemento Fuoco, sia per la dominanza di Marte, che caratterizza il segno, sia per la sua associazione con la Bile Gialla, secondo la Medicina Tradizionale. La Bile Gialla è una delle quattro componenti fondamentali del nostro organismo, che, se in eccesso, produce comportamento collerico.

In effetti l'ira e l'impulsività sono tratti fondamentali dell'Ariete: il segno è caratterizzato da grande energia, da un pieno ottimismo che, però, è facile allo scoraggiamento. L'Ariete, che va dal 21 Marzo al 20 Aprile, incarna la giovinezza, direi l'adolescenza: è il ragazzo che si ribella all'autorità, le prime uscite in discoteca, i giochi sulla spiaggia, il temperamento innocente e impulsivo. 

Gli Ariete, di solito, riescono a rimanere connessi con il loro bambino interiore: mantengono un lato della personalità infantile, incline al gioco, al divertimento, alla burla. Sono molto capaci nello sport, perchè hanno bisogno di sfogare l'energia guerriera  e vitale di Marte: amano la competizione, amano vincere ma provano gioia anche nel giocare, nel partecipare.

I nati dell'Ariete vengono al mondo nel periodo relativo a Ostara, alla festa della Primavera: contengono il seme del risveglio, dell'entusiasmo, dell'azione. Come le piante, che si risvegliano in questo periodo, anche i nati del segno mantengono la capacità fresca e innata di reinventarsi, di rimanere innocenti, di essere franchi, diretti, senza filtri (a volte anche troppo).

Marte è connesso alla volontà, allo sforzo, all'energia pura: regola e protegge il sistema immunitario (che è il sistema di difesa del nostro organismo), allo sforzo muscolare, e al sangue (per il suo colore rosso e perchè dà vita al nostro corpo).

Le parti del corpo dominate dall'Ariete, e che sono collegate al segno, sono la testa, il naso, la bocca, gli occhi e il cervello.
Gli Ariete sono più soggetti, rispetto ad altri segni, a nevralgie, vertigini, mal di testa; spesso hanno infiammazioni, la febbre è di solito alta, e possono subire rash cutanei su viso, collo, o comunque nella parte alta della persona; possono avere disfunzioni cerebrali, perdita di memoria, compromissione dei lobi cerebrali e malattie connesse a questo organo.


E' facile capire come mai all'Ariete corrisponde la testa, ed il sangue: la testa è la prima parte che esponiamo alla vita, uscendo dall'utero materno: come la piantina che deve erompere dal seme, farsi spazio tra le zolle, emergere cercando il sole: proprio in questo sta la sintesi del carattere di chi ha il Sole in Ariete: l'innocenza, l'onestà, la caparbietà, la forza di una vita appena nata.

E' possibile che l'Ariete viva periodi di stanchezza, di esaurimento fisico, di demoralizzazione. Il continuo stimolo alla vita, alla competizione, allo sforzo possono stancare, alla lunga: ed è difficile a volte trovare rilassamento e riposare, per recuperare le forze. Se l'Ariete si sente frustrato, può sfogare la sua rabbia all'esterno, diventando iroso e aggressivo: questo porta ad un aumento della pressione e ad un battito irregolare del cuore. Oppure è possibile che Ariete si deprima, si ritragga dal mondo e che somatizzi la sua rabbia internamente, che si trasformerà in infiammazione, artrite, dolore articolare, ristagno di tossine a livello del sangue.

Le piante collegate al segno dell'Ariete sono:

piante che bruciano, come il Rafano o la Senape
piante che stimolano, come lo Zenzero e il Peperoncino
piante che hanno spine, come il Biancospino oppure l'Ortica

La pianta principale collegata all'Ariete è Ortica


Pianta collegata a Marte, all'elemento Fuoco, è pianta di protezione e curativa.
La segnatura relativa a Marte la troviamo nelle sue spine, urticanti ma anche stimolanti della circolazione (un tempo l'ortica veniva utilizzata per curare dolori articolari e artriti attraverso il contatto con la parte interessata attraverso "urticature": metodo ovviamente caduto in disuso).

L'Ortica ha un'azione stimolante, sopratutto a livello del sangue e della sua depurazione. Abbiamo detto che Ariete tende ad accumulare stress e tossine anche a livello circolatorio e del sangue: Ortica regola la circolazione, migliora la pressione, arricchisce il numero di globuli rossi e aumenta il tasso di emoglobina.
Fornisce al sangue il ferro necessario, migliora il nostro metabolismo.

Allo stesso tempo, stimola l'eliminazione delle scorie dal sangue attraverso l'aumento della diuresi.

Inoltre, Ortica è un ottimo alimento: non solo buono da mangiare, ma anche utile. Apporta vitamine, minerali, nutrienti importanti specie nei momenti di affaticamento generale, di stanchezza, di necessità di recupero.

La pianta rimedio dell'Ariete, la pianta che riequilibra i suoi stati disarmonici, è senza dubbio Achillea.




Pianta venusiana, collegata all'acqua, conosciuta anche per essere l'erba del guerriero. Il suo stesso nome proviene da Achille, perchè gli permise di guarire ferite mortali in guerra. 

La sue energia è fredda-secca, e permette di bilanciare gli stati infiammatori determinati da un eccesso di calore. E' dunque indicata per l'eccessiva energia marziale, calda, e serve per le infiammazioni della pelle, per la febbre persistente, per i dolori che provengono da un'infiammazione.
Achillea aiuta i nati dell'Ariete sia quando sono sovraccarichi, sia quando sono nella fase discendente, magari con un accumulo di tossine nel sangue.

Achillea serve anche come emostatico: ferma le emorragie e regola lo scorrere del sangue. Riesce a liberare il calore intrappolato nel nostro organismo, attraverso la sua azione depurativa, detossinante, riequilibrante.

Achillea, infine, ricorda agli Ariete che è possibile lasciarsi andare al flusso delle cose, senza dover sempre andare oltre, e oltre, e oltre. Apporta equilibrio, insegna a dosare le forze, mantiene una perfetta omeostasi.

Vuoi sapere di più sulla tua erba Guida, oppure hai bisogno di un consiglio personalizzato:? Ricorda che puoi avere un'ora di amore (per te), sul mio sito!


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domenica, dicembre 27, 2015

Intervista con il mazzo: Nomad Tarot



Per il Solstizio mi sono regalata un bellissimo mazzo: si chiama Nomad Tarot, e puoi trovarlo in vendita da Beth, nel suo shop.

Prima di iniziare ad usarlo per le mie consulenze, l'ho messo tutta la notte sotto la luce della Luna Piena, la Notte di Natale: è arrivato da me solo pochi giorni prima. La sincronicità che ha accompagnato l'arrivo del mazzo mi ha dato indicazioni su di lui: deve proprio essere un mazzo magico, mi sono detta.

In effetti, anche la lettura che va ad esplorare le sue caratteristiche me lo ha confermato: ti va di andare a vederle insieme a me?

Ho utilizzato la stesa di Beth, come avevo già fatto in precedenza.




1. Qual è la tua caratteristica principale? La carta è il Four of Fire, che corrisponde al 4 di Bastoni. Sembra che la caratteristica principale del mazzo sia un'energia che si irradia verso l'esterno, che non può essere costretta tra quattro mura. Il 4 è simbolo di stabilità, solidità, anche di limite: associato alla suite di Bastoni, e collegato al fuoco, diventa energia in esplosione, che erompe e si irraggia da un centro pulsante.

La caratteristica principale del mazzo è collegata al Fuoco, all'energia gioiosa, alla creatività: è un mazzo che chiede di essere utilizzato!

2. Quali sono i tuoi punti di forza? La risposta ce la dà il Child of Fire, il Fante di Bastoni. I Fanti, o i Paggi, sono il germoglio della caratteristica della suite a cui appartengono: il Fante di Bastoni, collegato al Fuoco, è una scintilla vitale, creativa, emozionale. Il punto di forza del mazzo è la possibilità che dà al lettore di intuire, di creare, di avere  un approccio spontaneo e puro, come un bambino che legge il suo libro preferito.

Il mazzo predispone alla lettura intuitiva, immediata, spontanea: in effetti, proprio a causa della struttura dei disegni, molto spazio viene dato all'intuizione ed alla libera interpretazione.

Un'altra carta di Fuoco, insieme alla prima e alla quarta, che vedremo dopo: il mazzo racchiude molta energia creativa, vitale, immediata.

3. Quali sono i tuoi limiti? La carta stavolta è un Arcano Maggiore, il Matto. Leggendola in collegamento con le carte precedenti, direi che non potrebbe essere più appropriata: il mazzo porta ad una lettura  immediata, intuitiva, semplice. Come un bambino che si affaccia alla vita per la prima volta, ha la capacità di portare una visione pura e diretta.

Il limite può essere legato ad una troppa impulsività, che può portare ad una interpretazione affrettata e non misurata. Utilizzando il mazzo devo farmi trasportare, si, dalla sua energia fresca e spontanea, ma ricordarmi anche di analizzare con calma tutti gli aspetti della lettura.

Il limite del mazzo è legato alla sua freschezza, alla sua immediatezza. Non è un mazzo troppo cervellotico, anzi: è diretto, semplice, intuitivo.

4. Cosa puoi insegnarmi? Il Sette di Bastoni, la carta relativa all'affermazione di sè, al potere personale. Il mazzo può insegnarmi a prendere il mio posto, come lettrice di Tarocchi, e a difendere il mio modo di leggere le carte. Il mazzo può insegnarmi a prendere sicurezza con le mie letture, ed a mettere a frutto i miei talenti. A prendere una posizione, risplendendo. A mettermi in gioco, più che con altri mazzi.

Data la sua natura semplice, che lascia molto spazio all'immaginazione e all'interpretazione, il mazzo può insegnarmi a fidarmi di più del mio intuito, a prendere coscienza delle mie capacità.

5. Come posso collaborare al meglio con te? Ecco che esce Queen of Earth, la Regina di Pentacoli. Con il mazzo devo pormi in maniera semplice, diretta, concreta. La Regina di Pentacoli, o Denari, è Madre Terra: connessa con la terra, accoglie, nutre, rende le persone migliori facendole sentire meglio. Va diretta al punto, con gentilezza: ed ha un rapporto speciale con le piante e con gli animali. Il mazzo richiede che io rispecchi le caratteristiche di questa Regina, che amo molto.

La connessione con la natura e con gli animali la sento profondamente: è bellissimo sapere che il mazzo può esaltare questo mio lato, la mia natura più intima.

6. Il potenziale della nostra relazione: il Due di Coppe. Che dire di più? E' un innamoramento in piena regola. Io e questo mazzo ci siamo visti, ci siamo piaciuti subito e ci siamo raggiunti, nonostante la distanza. C'è una connessione intima, legata a molte affinità, a cose che abbiamo in comune. Parliamo lo stesso linguaggio, e se il mazzo fosse una persona sarebbe una mia intima amica.




E tu, cosa ne pensi di questo mazzo? Lo conoscevi? Hai anche tu un mazzo di cui ti sei innamorata? Scrivilo nei commenti!

mercoledì, dicembre 16, 2015

Piante Resistenti: l'agrifoglio



Ci sono piante che possono insegnarti la resistenza. Una resistenza cocciuta, testarda, pulita. Sono proprio le piante che si temprano al freddo, che fanno capolino attraverso i rami a riposo delle querce e dei castagni.
Sono piante che in primavera non vedi, anche se ci sono: diventano meno comunicative, più mimetiche. Sembrano piante come tutte le altre. Eppure, in inverno, quando il freddo punge e l'aria si fa azzurrina, si rivelano in tutta la loro bellezza.

Come se la difficoltà le facesse splendere: resistere significa esistere, per loro.
Sarà capitato anche a te. A tutti noi. Di trovare nella difficoltà una certa luce, che ci ha fatto brillare più intensamente.

Sono andata a passeggiare intorno a casa mia, l'altra mattina, e mi sono imbattuta in due piante Resistenti: l'Agrifoglio e l'Abete.





Ambedue verdissimi, spiccano sul bosco scuro. Dalle foglie compatte, aghiformi l'abete, coriacee l'agrifoglio. Stando accanto a loro puoi sentire nitido il messaggio che portano: io difendo, io resto, io esisto. 

L'Agrifoglio è un amuleto vegetale dai tempi dei Romani: nei loro Saturnali, i giorni che precedevano il Solstizio di Inverno, portavano con sè ramoscelli di questa pianta, per protezione.
Le foglie lucidissime, accartocciate, spinose, rimandano alla difesa; il colore verde intenso è collegato alla speranza, e le bacche rosse portano energia solare, di fuoco, di prosperità. Evocano la rinascita del Sole.

Le bacche dell'agrifoglio sono velenose per gli uomini, ma molto gradite gli uccelli: anche in questo leggo un seme di resistenza. La pianta pensa agli animali più piccoli, che in inverno hanno meno cibo (anche se noi lasciamo sempre semi vari sul tetto della legnaia - puoi farlo anche tu, sul tuo davanzale o sul tuo terrazzino!).

E' una pianta che protegge: puoi raccogliere le foglie e sminuzzarle, una volta essiccate, e poi tenerle in un piccolo sacchettino nella tua borsa, per difenderti dalle energie negative o dalle invidie.



L'agrifoglio cresce in zone ombreggiate: non è raro vedere agrifogli dentro ai boschi, dove filtra poca luce. Allo stesso tempo, l'agrifoglio necessita di luce per crescere e svilupparsi: per questo le suo foglie hanno una colorazione verde scura, per assorbire più luce possibile. La luce che non viene assorbita viene riflessa, grazie alla lucidità delle foglie stesse, verso l'interno, verso le foglie che ricevono minor luce.

Via via che le foglie salgono sul tronco sono meno piegate, più piatte, e hanno aculei meno uncinati, più lievi. Alcuni dicono che la pianta attui una strategia difensiva: difende le sue foglie dagli animali nella parte più bassa, dove potrebbero essere mangiate. Eppure, le foglie più alte ricevono più luce: per questo sono più distese.

Quindi l'agrifoglio non è solo una pianta ostile, sulla difensiva: è anche una creatura di luce, che ricerca con ogni strategia possibile.

E' una delle poche piante che riesce a crescere nella penombra dei faggeti: inizialmente ha radici sottili, e foglie contorte al massimo, per catturare anche la più piccola stilla di luce. La pianta di solito si sviluppa sotto una pianta più grande: avrà bisogno della massima resistenza per sopravvivere, per diventare grande e forte.

l'Agrifoglio è il Re dell'Inverno. The Holly King, il Re Agrifoglio, che presiede alla parte più oscura dell'anno.

In Inghilterra, si adornano le case con i suoi rami - ma solo fino alla dodicesima notte - in onore del rinnovamento della luce, che giunge dopo il giorno più buio dell'anno, il Solstizio di Inverno.
Abbattere un agrifoglio è considerato di malagurio: e se viene potata una siepe di agrifoglio, viene sempre fatta ricrescere.


L'Agrifoglio ti protegge da tutto quello che non è Amore. 

Da oggi lo osserverai in un altro modo: e sono sicura che, se ci proverai, riuscirai anche a sentire la sua voce.

E tu, conosci altre piante resistenti? Scrivimelo nei commenti!

Felice Solstizio d'Inverno!

Piccola bibliografia: Floriario, A. Cattabiani, ed. Mondadori
                               A druid Herbal, Ellen Evert Hopman, ed. Destiny Books
                               Fiori di Bach, forma e funzione, Junien BArnard, ed. tecniche nuove

lunedì, novembre 16, 2015

10 consigli per iniziare a studiare le Erbe



la mia amica Quercia



1. Stringi amicizia con un albero

Vicino alla tua casa ci sarà un albero. Sicuramente. Oppure, nel parchetto dove porti il tuo cane, o nel percorso a piedi che fai per raggiungere la tua macchina.
Siediti vicino a questo albero, semplicemente. Siediti, e ascolta.

Il mio albero è la Quercia. E' una grandissima quercia, centenaria, che cresce poco lontano da casa mia. E siccome adesso vivo (viviamo) nella casa che è stata la mia casa delle vacanze sin da quando sono nata, ho sviluppato un legame con questo albero che dura da anni e anni.
Quando vivevo a Bologna, spesso pensavo alla mia Quercia. Il vento avrebbe spezzato qualche ramo? I cinghiali avrebbero trovato di che sfamarsi, anche quest'anno, sotto alle sue grandi fronde? In primavera, fremevo per andare a trovarla. Per vedere le sue foglioline diventare da verde chiaro a verde scuro, e raccogliere le ghiande per farne bracciali e collane lunghissime.

E' stata la mia confidente sin da quando ero ragazzina. I primi baci, le dichiarazioni d'amore, i segreti scambiati con le mie amiche. Poi, più grande, la Quercia ha asciugato le mie lacrime e mi ha dato buoni consigli.

Quando eravamo piccole, con le mie amiche facevamo intrugli a base di ghiande. Le sbriciolavamo con dei sassi, e le lasciavamo tutta la notte immerse nell'acqua. La mattina dopo era pronta la pozione magica.
Crescendo, ho scoperto che con le ghiande davvero si faceva il caffè, e che la quercia è simbolo di forza, di magia, di protezione.

2. Inizia con una sola pianta.

Se ami le erbe, e vorresti iniziare a studiare le loro proprietà, ti sentirai sopraffatta dall'enorme quantità di informazioni che puoi trovare. Libri dedicate alle piante, centinaia di usi, proprietà, preparazioni...anche io all'inizio mi sono trovata di fronte ad un oceano di informazioni, compice anche il web che è un pozzo di conoscenza.
Ti consiglio di lavorare con una sola pianta, per un'intera stagione. Studiala, osservala, raccoglila. Assaggiala, falla essiccare, fanne tisane e altre preparazioni erboristiche.
Ovviamente lavorerai anche con altre piante, ma scegline una da approfondire, da conoscere intimamente. Ti insegnerà moltissimo.

3. Fai crescere qualcosa

Puoi scegliere un fiore, una pianta grassa, o una piantina di pomodori. Il basilico sul balcone, la menta, oppure un bel cespuglio di lavanda. Spargi semi intorno alla tua casa, nei vasi, ovunque tu possa farlo. Studia come si comporta la pianta; ha bisogno di acqua, di sole, di ombra? Che cosa ti comunica? Quando ti va parla con lei. Chiacchiera con le tue piante, condividi con loro i tuoi pensieri, chiedi loro come stanno, se hanno avuto una buona giornata. Apri il tuo cuore a ciò che stai facendo crescere.

Far crescere una piantina è un gesto importante. Serve a creare una relazione tra te e il mondo vegetale, e ad imparare in Parte il suo linguaggio. se scegli piante che danno frutti commestibili, puoi provare la gioia di far crescere qualcosa che poi cucinerai, continuando il ciclo di amore e generosità che ci insegnano i nostri alleati vegetali.


4. Scopri la presenza delle piante nella tua vita (ed invitale a farne parte)

Dalle insalate alle tisane, per finire con quella crema alla Calendula della quale non puoi fare a meno, le piante sono parte integrante della nostra vita. Cercale, scoprile, interessati a loro. Studia le proprietà delle piante che usi più spesso: il caffè, il tè, le spezie. Annusale, cucinale, trasformale; fanne esperienza.

Ti stupirà la loro generosità, la loro capacità di donarsi totalmente, completamente.

5. Metti le mani in pasta

Sperimenta. Prova a creare la tua miscela di erbe, la tua tisana preferita. Oppure metti fiori a macerare nell'olio, per farne un oleolito. Chiedi alla tua nonna, oppure agli anziani che conosci, come fare un unguento, o una pomata. Utilizza internet, e prova a fare una semplice ricetta erboristica.

La pratica è un lato indispensabile per iniziare il cammino da erborista. Puoi inventare una nuova formula, e fare tentativi finchè non ti soddisfa. E poi puoi regalarla a chi ami: un concentrato di amore e natura. Bello, no?


unguento appena fatto!


6. Leggi di erbe, storia e scienza

Ci sono molti liberi che trattano di erbe: i miei preferiti sono quelli che lo fanno non solo da un punto di vista teorico ma anche pratico. Sfoglia libri, erbari, libri di botanica e di fitoterapia; e leggi, leggi molto. Leggendo abbiamo la possibilità di vedere le piante sotto ad un punto di vista più tecnico, forse, ma utile anche per la nostra pratica.
I miei libri preferiti sono tutti quelli di Rosemary Gladstar (in inglese), ma anche Florario, di Cattabiani, e l'insostituibile Medicina Tradizionale Mediterranea, di Giannelli. Un altro validissimo libro (da avere) è il Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, della Campanini.


7. Parla con le persone che utilizzano le erbe

A partire della ricetta per i biscotti con i semi di anice del tuo nonno (il mio li faceva buonissimi), per arrivare alla bevanda rinfrescante che prepara il tuo vicino in estate: chiedi, informati, parla delle erbe e fatti insegnare da chi le utilizza già.
Parla con il tuo erborista - io amo le mie clienti che si interessano di erbe, che mi fanno domande, che vogliono approfondire- e con la zia che si prepara l'olio di Iperico ogni estate, per mantenere la pelle giovane e sana. Puoi trovare persone con cui scambiare due chiacchiere sulle erbe davvero ovunque!

8. Utilizza i tuoi sensi, tutti

Per conoscere bene le piante è importante assaporarle, osservarle molto bene, annusarle, toccarle e ascoltare il loro suono. Anche il nostro sesto senso può aiutarci moltissimo: quando ti trovi vicina ad un pianta, utilizza tutti i tuoi sensi. Possono darti molte informazioni sulla piantina in questione: ti ricorderai meglio le sue proprietà perchè la avrai conosciuto davvero sotto ogni punto di vista.



la mia Lavanda, in Estate

9. Passa del tempo all'aria aperta, e osserva

Lo scorrere delle stagioni, la vicinanza di corsi di acqua, oppure l'influenza di una pianta vicina ad un'altra pianta: tutto fa parte dell'ambiente naturale, e del mondo vegetale nello specifico. Impara ad osservare la natura che ti circonda, e se vivi in città prendi l'abitudine di fare piccole o grandi passeggiate dove puoi trovare alberi, fiori, foglie, erba. Quando vivevo a Bologna, nel centro storico della città, una volta alla settimana prendevo l'autobus e andavo al parco Talon, una picola oasi naturale vicina. Ogni sera facevo una passeggiata nel parchetto vicino casa, passando attraverso ad un cantiere dismesso.
Anche lì ho avuto splendidi incontri vegetali: uno dei più belli è stato un narciso spontaneo, nato dentro la carcassa di un motorino abbandonato.

10. Aspettati di incontrare un lato magico, e assaporalo con gioia


Viviamo in un mondo assai ricco, contornato da piante strane, animali fantastici e tutta una natura selvaggia da scoprire. Nel tuo studio incontrerai molte cose che risuoneranno in te come sincroniche, in  qualche modo particolari.
Il sentiero delle Erbe ti spinge ad addentrarti anche nel folto del bosco,  in serre esotiche, oppure ai lati di stradine di campagna, per scovare erbe curative o semplicemente belle da vedere, da accarezzare, da annusare.

E via via che impari, ti accorgi che sei solo all'inizio.
Goditi tutto il viaggio, ogni tappa porta con sè doni magici e meravigliosi!




Rosa Canina raccolta nel bosco di fronte a casa




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venerdì, novembre 06, 2015

Parlare con le piante



Quando eravamo bambine, il mondo naturale ci parlava. Dentro ad un fiore c'era un salone da ballo per le Fate; tra i cespugli di Mentuccia vivevano piccole signore indaffarate che preparavano balsami e unguenti per curare la tosse e cucinare i funghi; gli alberi avevano gli occhi, e tu potevi seguire il loro sguardo; gli uccellini e i gatti ti raccontavano delle loro giornate, tra una pisolino al sole e un volo tra le fronde profumate di pioggia.

Poi siamo cresciute. E quelle voci si sono fatte più sottili, più lontane. Hai smesso di ascoltare i petali della Rosa, e di strofinare tra le dita ogni fiorellino colorato per vedere se poteva truccare le labbra.
Hai messo le mani nella borsa, per cercare l'IPad e leggere le mail. E nelle orecchie magari hai su la tua playlist del giorno.
Eppure, la voce delle piante continua ad essere lì, a chiacchierare indisturbata. basta solo volerla ascoltare di nuovo.




E come si fa?
Prima di parlare, ascolta. Ascoltare significa espandere la nostra coscienza; stare in silenzio, e percepire tutto ciò che è intorno a noi; le foglie cadute sul vialetto, il bosco di castagni vicino, la quercia con i rami nel vento, la consolida e le foglie delle fragole.
Ascolta. Ascolta la terra sulla quale siedi, l'erba che sfiori con le mani. Il profumo delle foglie. Ascoltare significa fare spazio per la voce di un altro. E anche per te stessa.

E' vero, sedersi per terra ed ascoltare, semplicemente, può essere difficile. Puoi iniziare a pensare alla lista delle cose da fare, al film che hai visto la sera prima, oppure a cosa cucinare per cena Oppure, puoi sentirti in difficoltà perchè non senti la voce delle piante. Non la senti, e ti senti esclusa, tagliata fuori dal mondo naturale. Perchè gli animali riescono a sentire la Terra, e tu no?

Sappiamo che la cosa migliore da fare è seguire ciò che dice la pancia, e il cuore. Và dove ti porta il cuore: quante volte te lo sei detto, o lo hai sentito dire.
Eppure, non è così semplice. C'è una certa difficoltà nel ricontattare i nostri sentimenti, quello che sentiamo profondamente.
Ci siamo costruite una difesa, chi più chi meno, facendo sempre un passo più lontano da ciò che sentiamo, per difenderci di fronte al dolore, alle cicatrici della vita, alla perdita.
E in questo percorso al contrario, spesso ci allontaniamo dal cuore, dalla pancia, da quello che è viscerale, profondo, selvaggio.

Invece, la guarigione viene dal sentire, dall'intimità, dalla vicinanza.




L'Ortica può aiutarci in questo processo. Il bruciore che si prova sfiorando una foglia ci riporta anche al nostro dolore interno; quel dolore che non dobbiamo fuggire, di cui non dobbiamo avere paura, ma che dobbiamo accettare, elaborare, e restituire alla Terra.
Le ferite possono essere molte, e diverse -la fine di un amore, un bambino mai nato, la perdita di una persona cara; ma anche un litigio, una incomprensione, un'incrinatura in un rapporto- e il dolore che proviamo è profondo, totalizzante.
Non ne dobbiamo avere paura; ascoltiamolo. Facciamolo nostro e lasciamolo fluire, invece di tenerlo chiuso, impacchettato dentro di noi, come una scatola nera che contiene solo tristezza, disperazione, paura.

Solo così, solo ascoltando anche il dolore, noi possiamo tornare vicini ai nostri sentimenti, e godere appieno anche della gioia, della felicità, dell'abbondanza.

Siamo esseri umani, espressione perfetta della gioia e della bellezza della natura. Se togliamo le barriere che ci tengono separati dal contatto con il nostro sentire profondo, riscopriremo anche il piacere e la felicità che proviene dal danzare sotto le stelle, o dal togliersi le scarpe e camminare nell'erba bagnata.
D'improvviso, avrai voglia di affondare le caviglie nelle foglie scricchiolanti e rosse che sono appena cadute, oppure chiuderai l'ombrello e ti bagnerai i capelli sotto la prossima pioggia.
Accarezzerai un albero e sentirai la comunione perfetta con lui, con la terra, con gli uccellini e persino con le nuvole.

Magari una sera d'estate dormirai fuori, senza tenda, per addormentarti sotto le stelle e per ascoltare tutti i rumori del bosco, dai piccoli cinghiali che rufolano tra le radici della quercia agli scoiattoli che dormono tra i rami del nocciolo. Oppure, alla prima nevicata, assaggerai un fiocco di neve bianca e pulita.

Con l'ascolto  puoi capire di far parte davvero di tutto questo. Che la Terra è la tua casa, gli animali sono i tuoi fratelli, e le piante sono le tue guide e i tuoi saggi consiglieri.



Se ci apriamo davvero al mondo, non incontriamo solo cose spiacevoli o tristi, ma ci riconnettiamo anche alla gioia e al senso di appartenenza che proviene dal sapere che, si, anche tu fai parte di tutto questo. Sei parte di tutto questo.
Respiri con le foglie, mangi i frutti della terra, bevi le tisane che provengono dalle piante. La Terra vive in te e tu in lei.

Se mettiamo da parte la distrazione e ci ricolleghiamo con l'ascolto, facciamo il primo passo della antica e nuova danza tra uomo e piante, tra mondo animale e mondo vegetale.




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martedì, ottobre 27, 2015

Il Rosmarino è per il ricordo




Tra pochi giorni è di nuovo il 31 Ottobre, Samhain. Un altro giro di Ruota si è compiuto: come il bosco che si prepara al riposo invernale, abbiamo desiderio di stare in casa, con la stufa accesa ed una tazza di tisana fumante tra le mani. Per sognare e progettare il futuro, e attendere i frutti di quello che abbiamo seminato.

Stamattina ho scelto dal mio nuovo mazzo (The Fairy Lights Tarot di Lucia Mattioli) la carta che associo a questo periodo dell'anno: il 7 di Denari. In questo mazzo così delicato e particolare, ogni carta ha una sua metà, nella quale la scena continua e si espande. Per questa carta è il 2 di Bastoni: in effetti, fanno una coppia ben assortita.

Il 7 di Denari è la carta dell'attesa: hai seminato i tuoi talenti, i tuoi sogni, e adesso devi attendere per vederne i risultati. La zucca che svuoti per la cena di Halloween ha moltissimi semi. Anche questi daranno i loro frutti, ma non puoi forzare la Natura per raccoglierli prima del tempo.
Puoi prenderti una pausa, adesso. Valutare tutte le tue azioni, e decidere se cambiare qualcosa, oppure continuare su quella strada. E' tempo di fare provviste,uscire nel bosco per raccogliere castagne e mangiarle insieme agli amici, durante una merenda autunnale. 

E' anche un buon momento per rivalutare le tue decisioni: sono quelle giuste? Puoi vedere la situazione sotto un altro punto di vista?

E' la carta della pazienza. Io ne devo fare incetta: ne sono quasi sempre sprovvista, ma cerco di apprenderla dalle piante che mi circondano: ogni giorno cadono le foglie che devono cadere, mentre le altre si colorano di rosso, bruno, verde profondo. Non hanno fretta. Fanno il loro tempo.

Il 2 di Bastoni ci parla della progettualità dell'azione. L'uomo che nella notte si avventura nel deserto sta iniziando un'avventura. Deve avere fiducia in sè stesso e nelle sue capacità, e osservare bene ciò che ha attorno. 
La decisione che prendi è importante: segui il tuo ritmo, non aver paura di essere anticonformista. E' la tua natura che può indirizzarti verso la strada migliore.

Dopo un lungo viaggio portiamo sempre a casa dei nuovi semi. Diamo loro il tempo di germogliare nella terra scura; teniamoli al sicuro, dentro di noi. Durante l'inverno andranno nutriti e resi unici, grazie ai nostri talenti.



Il Rosmarino è una pianta molto legata a questi giorni, per me. Mi rimanda all'estate con il suo profumo balsamico, ma la forma delle sue foglie, piccoli aghi, mi ricorda l'abete, il Natale, l'inverno. Il potere balsamico delle sue foglie lo rende indispensabile anche in questa stagione: al primo raffreddore, i suoi aghi utilizzati in un suffimigio aiutano a liberare il naso, e diffondono nell'aria di casa proprietà antibatteriche.

E' una pianta forte: saldamente ancorata a terra, se ben protetta riesce a passare anche gli inverni più freddi.

Il Rosmarino è collegato al ricordo: protegge il nostro passato, ci collega ai nostri antenati. In questi giorni, quando il velo diventa più sottile, sentiamo più vicini i nostri cari che non sono più con noi. Il profumo del Rosmarino ci conforta nella loro assenza; è il profumo delle estati felici, ma anche dei pranzi della domenica, insieme alle patate arrosto. E' profumo di casa.
E' una delle piante che Ofelia ha raccolto prima di partire per il mondo Altro; per il viaggio, per il ricordo.

Nonno, un anno fa te ne sei andato. Ma rimani in me, con me. Le foglie quest'anno sono più colorate, e ho raccolto un cesto intero di pigne per accendere il fuoco, come facevi tu. Sei in tutti i miei gesti, perchè il ricordo che ci lasciano i nostri cari è l'eredità viva che possiamo sperimentare, ogni giorno, per trasformare i semi in nuovi frutti.